Ischia non deve più perdere occasioni di rilancio

Purtroppo l’attuale sede del Tribunale, seppur venisse ristrutturata, presenta delle deficienze di spazio nient’affatto colmabili, se non con la destinazione presso altro edificio più consono alla fondamentale funzione che la sezione distaccata di Ischia ricopre.

Ho sempre sognato l’accorpamento di servizi presso il medesimo ufficio e ben vedrei il Tribunale in una sorta di centro direzionale isolano che accorpasse servizi simili. Pertanto, riunendo in un’unica sede: tribunale, poste, banche, agenzie governative, agenti di riscossione tributi (equitalia), municipalizzate, agenzia delle entrate e del territorio, ufficio del registro. Un centro direzionale isolano che garantirebbe di razionalizzare i servizi con immediati ed indiscutibili benefici anche sul traffico isolano, andando a tagliare tutti quegli spostamenti inutili che si fanno sull’Isola.

Stesso ragionamento vale per le scuole, e il polifunzionale è un’occasione da non perdere per riunire quanti più istituti scolastici possibile.
Un’idea potrebbe essere quella del trasferimento dell’alberghiero presso il Poliscolastico (chiamiamolo così, polifunzionale significa più funzioni e quindi in sostanza nessuna). Nella sede resasi libera di Fondobosso creare il centro direzionale di cui parlavo, oltretutto magnificamente servito dal parcheggio del palazzetto, dove si potrebbe pensare di creare un capolinea Eav dove poter lasciare la macchina a favore di navette (facciamole elettriche che ne dite!?) che ricoprano l’intero territorio comunale. Allo stesso tempo ideale per fungere da raccordo per il trasporto pubblico proveniente dagli altri comuni.

Sul palazzo reale non mi esprimo, ma ricordo che Napoli ha per anni accolto il Tribunale in Castel Capuano, non certo storicamente, architettonicamente e storicamente irrilevante. Un’ultima cosa: per piacere non mettiamo il casinò, un hotel di gran lusso gerarchicamente prima dei fondamentali servizi da rendere al cittadino perchè significa che siamo in uno stato delirante.

Mario Goffredo

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