E’ appena terminata la farsa della fiducia in Parlamento, che ha ulteriormente misurato la patetica e surreale consistenza di una classe politica che non ha alcuna contingenza con la realtà e legame con il Popolo, ma si trastulla in una pantomima a cui la disperazione della cittadinanza assiste impotente e sempre più inferocita dalla concreta, concretissima difficoltà a tirare avanti.
Una macabra orgia di venduti, corrotti e corruttori, condannati, prescritti, veline, voltagabbana e deputati incostituzionali.
A quest’ultima categoria appartiene il deputato isolano Domenico De Siano, che rassegnerà le dimissioni a brevissimo (come da lui stesso confermato), essendo stata la sua presenza in Parlamento esclusivamente strumentale a dare una fiducia che non serve a nulla, che con lo scarto di appena tre voti alla Camera tiene il Paese in uno stato vegetativo di coma irreversibile.
E’ incostituzionale la carica di De Siano, la Legge Costituzionale con l’art. 122 gli impone di scegliere tra la carica di Consigliere Regionale e quella di Deputato. I tempi dettati dai regolamenti e le consuetudini però danno un vergognoso margine di tempo entro cui fare la scelta. E De Siano questo margine di tempo lo ha sfruttato sino all’ultimo, ma (come lui stesso ha dichiarato) per dare la fiducia ad un governo che resta azzeccato con la saliva, molto probabilmente spazzato via nel giro di pochi mesi se non settimane da una crisi che richiede preparazione politica e sostanza di governo, oltre una solida maggioranza.
Eppure De Siano avrebbe potuto tanto, dalla posizione in cui si trovava, affinché grandi problematiche che non mollano l’Isola d’Ischia potessero trovare definitiva composizione e una seria introduzione nelle camere parlamentari. Una su tutte? Una Legge per l’edilizia e per la pianificazione urbanistica dell’Isola. Ma lo dico con sincerità: non sarebbe stato capace di presentarne una seria nemmeno se avesse voluto, quindi così come credo che De Siano in Parlamento sia stato utile come la forchetta per il brodo, trovo questa mia riflessione in fondo la scoperta del brodo, niente e nulla di più che acqua calda.


