L’ esponente del “Movimento a 5 Stelle” a 360° sui temi legati all’ ambiente:
“Pubblicizzare un ‘ Isola senza bottiglie di plastica garantirebbe un ritorno d’ immagine enorme”
Ischia isola verde non solo parole, ma anche nei fatti: è questa una delle prime , vere speranze del 2010. Dopo un anno pesante, segnato anche dal problema rifiuti, dall’abusivismo edilizio e da dissesti idrogeologici, la via della valorizzazione ambientale sembra dunque quella più urgente da intraprendere. Una via alternativa,una svolta ecologica fatta di energie rinnovabili e , nel nostro caso specifico soprattutto di politiche volte a valorizzare il territorio e non a deturparlo .
Un pò di Copenaghen anche qui, perchè il discorso energetico tocca, con tutte le differenze del caso ,anche da noi vicino : il problema del black-out estivo ha infatti reso evidente la fragilità della nostra dipendenza energetica dalla terraferma, che ci condiziona e che magari inquina anche i nostri mari . Ma adesso ci attendono prospettive e soluzioni fino a qualche anno fa impensabili:<<Renderci indipendenti e produttori di noi stessi di energia rinnovabile è un passo importante, che avrebbe dei risvolti non solo ecologici ma anche economici>>,afferma Davide Iacono uno degli esponenti del “Movimento a 5 Stelle,amici di Beppe Grillo “.
Con le energie rinnovabili ci può essere un vero è proprio guadagno:con un impianto fotovoltaico, dopo aver ammortizzato la spesa in sette anni si può guadagnare, e bene, grazie al conto energia, un meccanismo ,che ti incentiva a produrre proprio in vista di benefici futuri>>.
Un sistema , questo,dall’ impatto ambientale positivo e di facile impiego,<<poco invasivo( a differenza dell’ eolico) e che necessita di minore manutenzione rispetto al geotermico,che qui ad Ischia è utilizzato male perche quasi mai abbinato proprio al fotovoltaico,creando cosi un paradossale consumo eccessivo d’ energia per produrne altra>>.
Sprechi come questi nascono ovviamente da una cattiva informazione,che sembra quasi rispecchiare certe prese di posizione nazionali, tra la cecità di fronte ai possibili danni ambientali futuri e il sostegno al nucleare,<<che ha bisogno di un periodo di progettazione e costruzione lunghissimo>>.
Un vero e proprio sperpero di soldi , secondo Iacono, che considera cosi pure il metanodotto,arrivato anche qui da noi e <<presentato con termini inappropriati come sostenibilità ambientale ed energia rinnovabile,quando invece sarebbe da ritenere pericoloso,invasivo e costoso>>.
Uno degli obiettivi del Movimento è quello di sensibilizzare l’ isolano ad un maggior rispetto di sé e del territorio, magari mostrandogli gli effettivi guadagni ambientali ed economici(personali, turistici). Per assolvere a questo scopo, le istituzioni devono farsi portabandiera di una possibile svolta che rafforzerebbe il turismo e l immagine di Ischia, <<perché la leggerezza dei piani alti nell’ affrontare certe questioni si traduce poi in quella dei cittadini, con conseguenze deleterie come la passata crisi rifiuti, che denotato una totale mancanza(soprattutto locale, campana) d’ interesse per il territorio>>.
A tal proposito, la differenziata può essere migliorata,rendendo il cittadino parte ancora più attiva del processo,<<magari disincentivando(con opuscoli ecc.) l’ acquisto di certi prodotti che sono più dannosi per l’ ambiente. Pubblicizzare per esempio un’ Isola senza bottiglie di plastica colpirebbe molto, garantirebbe un ritorno d’ immagine enorme>>.
Tutto ciò che gioverebbe all’ immagine di Ischia, Iacono ne è certo, e proprio in questa ottica non dimentica il mare e considera<< il golfo di napoli ormai saturo, tra condotte (che se guaste rilasciano liquidi tossici) e scarichi>>, concretizzazione ,questi ultimi, dell’ annosa mancanza di sistemi di depurazione efficienti.
Ischia che è infine anche luogo di abusi edilizi, punta dell’ iceberg di un mancato o forse perverso amore per la propria terra, teatro soprattutto di anomalie assurde e meno di necessità.
<<Sono convinto che il 30% delle abitazioni siano chiuse 10 mesi l’ anno: questo determina una mancata valorizzazione di un numero di case certamente sufficienti a soddisfare tutti gli isolani, quando in realtà molte coppie, che non possono comprare case a cifre folli, si ritrovano a dover scegliere tra illegalità e abbandonare la propria Isola>>.
E anche qui ci sarebbe bisogno di un esempio che parta dalle istituzioni, magari attraverso” l’ edilizia popolare”. Perché le rivoluzioni partono anche dall’ alto e probabilmente con una politica ambientale più accorta si potrebbero evitare le spese sostenute per riparare i gravi danni causati dalla mala gestione e dall’ inquinamento.
Certo è strano, ma in quell’ Italia considerata da Rifkin ”l’ Arabia Saudita dell’ energie rinnovabili”, i passi da fare per arrivare ai livelli della Germania sono ancora tanti. Ed è cosi anche per Ischia.
di Cristian Messina (rilasciato il 10/01/2010)



L’aspetto economico è importante, basta che ci sia lungimiranza e che le politiche ambientali non siano basate anch’esse solo sul profitto.
Il problema è che l’Italia non sembra voler investire in alcun settore, tantomeno quello delle rinnovabili.
Vedi non solo il tema del nucleare, bocciato dal referendum, ma anche le lamentele che esperti del settore come Roberto Saija esprimono riguardo le politiche di sviluppo, che invece che incentivare la ricerca e il miglioramento, sfruttano solo lo stato attuale per spremere il mercato delle rinnovabili come un’arancia. Il problema è che quando il succo è finito, le arance ce le venderanno a caro prezzo paesi che invece vanno avanti con la ricerca.